
SIAMO NATI TRA STRADE DI PORFIDO
Nessuno sa chi sia stato il primo a salire lassù.
Probabilmente qualcuno che aveva promesso di tornare presto.


Sputati fuori dalla nuda roccia. Trentatré. Non per scelta, non per caso. Perché in montagna certe cose accadono così. Una parete si spezza, il ghiaccio si ritira, una frana si ferma, e qualcosa che era nascosto si ritrova improvvisamente alla luce del sole. Noi veniamo da qui. Dalla dolomia che si sgretola sotto le dita, dal porfido che resiste, dal vento che cambia idea più spesso degli uomini, da sentieri che scompaiono nella nebbia e ricompaiono qualche ora più tardi come se non fosse successo nulla. L’aquila ci ha insegnato a guardare lontano. Le ossa ci hanno ricordato che nessuno resta per sempre. Tra le due cose, abbiamo trovato il nostro posto. Non cerchiamo comfort. Cerchiamo ciò che rimane quando tutto il resto viene spazzato via.
QUASSÙ NESSUNO APPLAUDE
Non esistono spettatori, ma solo persone che continuano a salire.
46° 24' 13'' N, 11° 42' 9'' E






Qualcuno dice che il Larsech sia solo roccia. Chi ci è passato racconta altro.
46° 28' 7'' N, 11° 38' 51'' E
Le discese servono soprattutto per convincerti a tornare
46°15'39''N 11°41'2''E
Nel Lagorai, certe creste dividono anche il tempo.
RACCONTI RITROVATI
ESTRATTO DALL'ARCHIVIO DEI 33
Nessuno ha mai visto tutti i 33 nello stesso momento. Ogni volta ne manca uno. C'è chi dice sia sempre lo stesso, ma altri sostengono che cambino a turno. L'unica certezza è che, tornando a valle, qualcuno racconta sempre di aver camminato con un uomo che nessun altro ricorda di aver visto.
durante la cena al rifugio
Il trentatreesimo parlò pochissimo per tutta la salita. Pensai fosse una persona taciturna, ma solo al rifugio scoprii che nessuno lo aveva invitato.
...e mai verificati
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